| Terence Hill è stato ospite d'onore del festival "Premio Sergio Leone", tenutosi dal 28 luglio al 5 agosto 2007 a Torella dei Lombardi, vicino ad Avellino. Il momento saliente del festival è stato sabato 4 agosto, dove nella piazza Sergio Leone si è tenuta un'intervista pubblica del giornalista Gianni Minà a Terence Hill, a cui ha fatto seguito la proiezione del film "Il mio nome è Nessuno".
"Il mio Don Matteo? In fondo è Trinità. Sono dettagli passati inosservati, ma ho usato il basco al posto del cappello, la tonaca anziché lo spolverino e la bicicletta per cavallo". Lo svela Terence Hill a Torella dei Lombardi (Avellino) nel corso della quindicesima edizione del premio Sergio Leone.
Poco prima di salire sul palco del Castello Candriano per l'intervista pubblica con Gianni Minà il popolare attore, al secolo Mario Girotti, rivela che dietro il prete detective ci sono i trucchi del mestiere che gli ha insegnato il padre dello spaghetti-western. "Sergio mi ha cambiato la vita. Sul set del film "Il mio nome è Nessuno" ho imparato che un personaggio va costruito caratterizzandolo. Un esempio? Per la scelta del cappello nel film prodotto da Leone, perdemmo due giorni in giro per i negozi di Los Angeles".
Il successo della fiction prodotta dalla Lux? "È un'alchimia di ingredienti, ma il successo di una serie è sempre inspiegabile". Un po' come fatica ancora oggi a spiegarsi, a distanza di quarant'anni dal sodalizio con Bud Spencer, il motivo di un successo mondiale che ha portato i due a girare diciotto film insieme: "Era il 1967. Cercavano il personaggio del gatto, per un western diretto da Colizzi che si doveva intitolare "Il gatto, il cane e la volpe". Mi fecero cambiare il nome da Mario Girotti e scelsi Terence Hill in una lista di nomi propostami dalla produzione. Il personaggio del cane era invece un attore che non conoscevo. Si chiamava Carlo Pedersoli, ma anche lui aveva adottato un nome americano: Bud Spencer. Il film diventó "Dio perdona, io no!" Alla fine delle riprese dissi alla produzione: lo faccio solo per questa volta, poi torno al mio nome originale. Il successo fu tale che fui costretto a non cambiarlo. A ogni film mi dicevo: al prossimo torno a chiamarmi Mario Girotti. Sono passati quarant'anni".
Non esclude di girare finalmente un nuovo film con Bud Spencer, che sarebbe il diciannovesimo. "Ma ci serve il copione giusto. Bud fino a qualche tempo fa voleva interpretare Don Chisciotte e Sancho Panza, ma sono personaggi perdenti e il nostro pubblico faticherebbe a vederci in una vicenda tutto sommato malinconica. Un altro progetto piú fattibile è invece Dottor Jekyll e Mister Hyde. Io farei il dottore e lui la creatura mostruosa. Ma è ancora tutto in alto mare. Una cosa è certa: se troviamo un'idea giusta non abbiamo nulla in contrario a tornare insieme sul set".
Per la prima volta in Irpinia, dove si svolge il Festival che domani chiuderà i battenti con Carlo Lizzani come ospite d'onore, Terence Hill è rimasto conquistato dai paesaggi: "Ho fatto fermare la macchina con l'autista che mi accompagnava, per godermi il panorama di questi posti incontaminati. Mi ricordano molto l'Umbria dove ho girato Don Matteo".
Altri progetti per il futuro? "Ho comprato i diritti di un romanzo del quale saró solo regista. No, non sarà un western, ma quando mi metteró dietro alla macchina da presa il mio modello sarà sicuramente il mio grande maestro, Sergio Leone".
Fonte: www.asgmedia.it |